mercoledì 29 aprile 2015

Report dell'incontro di martedì 28 aprile

Cari compagni,
ieri si è tenuto il primo incontro di martedì alle ore 20:30 ad un orario inconsueto rispetto alle nostre abitudini. L’adesione è stata discreta; sono intervenute 14 persone. Abbiamo deciso di confermare i prossimi incontri lo stesso giorno alla stessa ora con cadenza bimensile. Con Michele Macelletti, nostro tesoriere, abbiamo deciso questa mattina di offrire comunque ai compagni o ai simpatizzanti, che spesso ci chiedono riferimenti sulla nostra sede, un presidio costante per cui da maggio, a prescindere dagli incontri convocati via mail, ogni martedì dalle ore 20:30 alle ore 22:30, la nostra sede legale diviene anche sede operativa. Riconosceremo all’associazione IL CALAMAIO, che ci ospita, un piccolo rimborso spese.
 Durante l’incontro abbiamo discusso del particolare momento di transizione che sta vivendo il movimento di Radicali Italiani, del perché il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito ha rinunciato da anni a partecipare con il suo stupendo simbolo, l’effige di Mahatma Gandhi, alle competizioni elettorali e della concreta possibilità che la lista di scopo LEGALIZZALA possa diventare la summa di tutte le nostre battaglie passate, presenti e future anche con prospettive elettorali.


Questo più ampio orizzonte ha alimentato nuove energie e ci ha indotto a propositi più incisivi anche a livello locale. 
Registro comunale sul testamento biologico ho sollecitato: un incontro, via SMS, all’assessore Pietro Petruzzelli del PD sull’accordo politico che ci ha indotto a sostenerlo nell’ultima campagna elettorale comunale, per ora inevaso; il consigliere comunale Sabino Marco Mangano del M5S, via web, che aveva mostrato interesse sull’argomento durante il walk-around che abbiamo effettuato in piazza Prefettura, per ora inevaso. Sarò più insistente ma, in mancanza di risposte, potremmo effettuare una raccolta firme per una petizione popolare sull’argomento.
Cannabis: Il 9 maggio si terrà a Bari la Sesta Festa della Semina; il 7 maggio alle ore 11.00 ci sarà a Foggia un Sit-in dal titolo “Bentornato a casa bedrocan”, sulla nota vicenda, organizzato da Andrea Trisciuglio con la partecipazione di Rita Bernardini. Rita Lamanna propone di essere presenti come Radicalibari. Chi desidera unirsi me lo comunichi tel.347 7205637.
Carceri: Alessandro Trerotoli ha dato un suo contributo di idee che potremmo tentare di sviluppare.
Ambiente: a Massimiliano Iervolino ho chiesto riferimenti sul rapporto della commissione europea del 01/10/2014 sulle infrazioni che riguardano la regione Puglia. Sembra che siano molte sia sulle discariche che sul mancato trattamento delle acque reflue. (ci sono in Italia ancora 1.007 agglomerati urbani senza fogne che scaricano a mare). Potremmo organizzare un team di avvocati per intraprendere iniziative territoriali. Massimiliano potrebbe orientarci in quanto possiede un notevole know how. L’ho anche invitato a Bari per fare la presentazione dei suoi libri sull’argomento.
Con l'utimo tormentone: SPES CONTRA SPEM,  vi saluto cordialmente.
Nicola Magaletti

sabato 28 marzo 2015

Visita ispettiva al carcere di Taranto

Visita ispettiva fatta al carcere di Taranto sabato 7 febbraio 2015 con l'On. Marco Perduca dirigente radicale, Nicola Magaletti e Michele Macelletti di Radicalibari







lunedì 2 febbraio 2015

Inaugurazione anno giudiziario 2015

Sabato 24 gennaio 2015 il segretario di Radicalibari, Nicola Magaletti, ha fatto un suo intervento durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte d’Appello di Bari.

Ha esordito ringraziando il Presidente della Corte d’Appello di aver dato la parola ai Radicali che a buon diritto possono iscriversi agli “amici della giustizia”che aveva appena invocato il rappresentante del CSM Presidente Leone, anzi, come Radicale, ha aggiunto, agli “amici della giustizia giusta”.

Ha poi dato lettura integrale del discorso riportato di seguito:
  
Anche quest’anno, come Radicali del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e come Radicali Italiani abbiamo deciso di essere presenti, chiedendo di intervenire, in tutte le Corti di Appello in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, leggendo lo stesso testo in ogni corte d’Appello, con lo spirito di dialogo e confronto con le istituzioni che hanno la responsabilità di occuparsi della giustizia.
Si tratta di un atto e di una iniziativa che riteniamo doverosa per corrispondere in una sede istituzionale all’unico messaggio formale, inviato alle Camere ai sensi dell’art. 87 Cost., dal Presidente della Repubblica uscente nel corso dei suoi nove anni di Presidenza, contestualmente denunciando il comportamento  degli interlocutori istituzionali del Presidente, in primo luogo quelle Camere alle quali il Capo dello Stato si è rivolto, che con platealità hanno sistematicamente negato dignità al testo formale proveniente dalla più alta carica dello Stato nell’esercizio della sua massima autorità magistrale e volto a richiamare gli improcrastinabili obblighi di riforma strutturale della Giustizia, a partire da un provvedimento di amnistia e indulto.
Un comportamento scandaloso, che siamo convinti abbia suscitato non poca amarezza nell’animo del Presidente, che è servito e serve al regime partitocratico, editore di riferimento dell’informazione radiotelevisiva e di una stampa spesso asservita,  per continuare ad impedire all’opinione pubblica e al popolo italiano di conoscere e giudicare gli atti del Presidente della Repubblica nel solenne esercizio delle sue funzioni costituzionali ed i fatti, gravissimi e che implicano altrettanto gravi violazioni di norme costituzionali e sovranazionali, che di quell’unico messaggio formale alle Camere rappresentano i presupposti.
L’assenza di riforme organiche e strutturali del sistema, a partire da quelle ordinamentali, ha reso -da anni- cronici i mali di una giustizia divenuta strutturalmente inefficiente soprattutto per la sua irragionevole durata.
La giustizia è divenuta in tal modo per i nostri cittadini e le nostre imprese – e queste sono parole del Ministro Orlando dette alla Camera dei Deputati lo scorso 19 gennaio 2015 – non la sfera a cui rivolgersi per vedere garantiti diritti o dare tutela ai propri legittimi interessi, non la dimensione dove anche il più debole tra i cittadini possa trovare riparo dai soprusi del più forte, ma il simbolo di un calvario da tenere il più lontano possibile dalla propria vita.
Tutto questo ha un notevole costo in termini di denaro pubblico, a causa di uno Stato le cui stesse istituzioni non sono in grado di rispettare le proprie leggi.
È ormai accertato che le violazioni delle fondamentali norme della Convenzione europea dei diritti dell’uomo da parte del nostro Stato stanno causando ingenti danni all’intera economia nazionale. Lo stesso Ministero della Giustizia, nella relazione presentata all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2014, ha ammesso che i ritardi della giustizia ordinaria determinano ricadute anche sul debito pubblico.
L’alto numero di condanne ed i limitati stanziamenti sul relativo capitolo di bilancio hanno comportato un forte accumulo di arretrato del debito ancora da pagare sulla base dei risarcimenti previsti dalla “legge Pinto”, debito che, ad ottobre 2013, ammontava ad oltre 387 milioni di euro.
Il fenomeno ha oramai assunto le sembianze di una vera e propria ipoteca accesa a carico di ogni cittadino italiano. A queste cifre si devono aggiungere le somme dovute a titolo di risarcimento per i detenuti che hanno scontato e che stanno scontando la loro pena in condizioni disumane e degradanti. 
Lo scorso 8 ottobre, in occasione dell’anniversario dall’invio del messaggio alle camerte da parte del Presidente Napolitano, noi Radicali abbiamo depositato un esposto presso la procura regionale della Corte dei Conti del Lazio per sollecitare un’indagine volta a stabilire l’esatto ammontare del danno economico patito dall’intera nazione  in relazione alla mancata attuazione di concrete e urgenti riforme volte a impedire il reiterarsi delle violazioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo ed al fine di individuarne i responsabili.
Questa è lo stato in cui versa in Italia una fondamentale infrastruttura immateriale del paese, com’è la giustizia, perno di qualsiasi  processo di crescita civile, sociale  ed economica oltre che un essenziale pilastro di ogni moderna democrazia.
Gli interventi frammentari e disorganici assunti dal Governo anche nel corso del 2014 appena trascorso, l’assenza di un disegno complessivo di riforma del sistema, non hanno affatto posto rimedio alle censure mosse dalla Corte EDU con la nota sentenza Torreggiani, posto che la Corte aveva chiesto soluzioni e rimedi effettivi, mentre i rimedi adottati continuano a rimanere solo sulla carta, com’è evidente ad esempio,  a chiunque conosca, anzitutto la magistratura di sorveglianza, la vicenda del nuovo art. 35 ter dell’ordinamento penitenziario, introdotto con il d.l. 92/2014 successivamente convertito con la legge 117/2014. 
A sei anni dalla sentenza Sulejmanovic e a due dalla sentenza Torreggiani, in Italia abbiamo ancora ben 72 Istituti penitenziari che hanno un sovraffollamento che va dal 130% al 210% se vogliamo riferirci esclusivamente al sovraffollamento; ma tutti sappiamo che la sentenza pilota dell'8 gennaio 2013 faceva riferimento non solo allo spazio disponibile pro-capite in cella, ma anche alla possibilità di accesso alla luce naturale e all'aria, alle condizioni igieniche e, in generale, alle condizioni trattamentali.
L’Italia è ancora sub judice, le Istituzioni Europee sino ad ora hanno fatto fiducia all’Italia, riservandosi di verificare in un prossimo futuro l’effettività dei rimedi adottati in seguito alla sentenza Torreggiani: il 2015 sarà l’anno in cui la Corte EDU, così come il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, non potranno che prendere atto della assoluta ineffettività ed inadeguatezza di questi rimedi e nuove pesanti  ombre si profilano all’orizzonte, sul versante della verifica del rispetto dei diritti umani fondamentali da parte dell’Italia.
E’ per questo che gli obiettivi indicati al Parlamento dal Capo dello Stato nel 2013, da raggiungere attraverso il percorso pure indicato dal Presidente,  nel messaggio rimasto totalmente inascoltato anche nel corso dell’appena trascorso 2014, rappresentano e continuano a rappresentare i nostri obiettivi che hanno quale fondamentale pilastro quello del rientro nella legalità costituzionale e sovranazionale  del sistema giustizia del nostro Paese.

Al termine il Presidente Castellaneta ha commentato: “dobbiamo riconoscere che i Radicali sono sempre attenti ai temi della giustizia”. 

Dopo queste parole ha dichiarato aperto l’anno giudiziario.



martedì 20 gennaio 2015

Assemblea straordinaria Radicalibari

In data odierna si è tenuta l’assemblea straordinaria dell’associazione Radicalibari.

Sono stati eletti:

Segretario Nicola Magaletti
Tesoriere Michele Macelletti

è stata inoltre recepita la mozione generale del recente comitato nazionale di Radicali Italiani che si riporta di seguito integralmente:


Comitato nazionale di Radicali Italiani: la mozione generale

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma il 16, 17, 18 gennaio 2015
rileva il permanere dell’illegalità in cui versa il sistema giustizia con la sua immonda appendice carceraria; le violazioni dei diritti umani nei confronti dei detenuti e quelle concernenti la durata non ragionevole dei processi sono state condannate in forma alta e solenne nel messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica l’8 ottobre 2013;

denuncia il comportamento degli interlocutori istituzionali del Presidente che hanno sistematicamente negato dignità al testo formale proveniente dalla più alta carica dello Stato nell’esercizio della sua massima autorità magistrale e volto a richiamare gli improcrastinabili obblighi di riforma strutturale della Giustizia, a partire da un provvedimento di amnistia e indulto;

rileva che questo comportamento scandaloso è servito e serve al regime partitocratico per continuare ad impedire all’opinione pubblica e al popolo italiano il diritto di conoscere e giudicare gli atti del Presidente della Repubblica nel solenne esercizio delle sue funzioni costituzionali; 

prende atto inoltre della sostanziale rinuncia del Presidente della Repubblica a proseguire il proprio incarico; ne comprende motivazioni e significato, e rivolge al Presidente un non formale ringraziamento per la preziosa, essenziale, azione svolta di garante delle istituzioni.

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani

ritiene essenziale ed istituzionalmente necessario fare proprio il messaggio presidenziale ponendolo al centro dell’iniziativa politica del Movimento;

impegna così i suoi organi dirigenti a perseguirlo come obiettivo;

richiamando la mozione generale del XIII Congresso di Radicali italiani impegna altresì gli organi dirigenti a perseguire l’attivazione degli strumenti di iniziativa popolare e referendaria, a qualsiasi livello, prevedendo momenti assembleari di studio ed elaborazione, anche con le associazioni legate al Movimento, i punti di riferimento ed esperti esterni, al fine di individuare la fattibilità, priorità e campi d’azione. 

Il Comitato di Radicali italiani riconosce la centralità del Partito radicale nonviolento transnazionale transpartito (PRNTT) nella vita e nell’iniziativa politica della galassia radicale. Prendendo atto delle difficoltà economiche del PRNTT, si impegna, in quanto organo di un soggetto costituente, a lanciare da subito sei mesi di mobilitazione straordinaria al fine di promuovere una raccolta fondi diretta esclusivamente ad offrire al PRNTT la possibilità di tenere il proprio congresso.

Il Comitato di Radicali italiani invita, inoltre, gli altri soggetti costituenti, le associazioni territoriali, gli iscritti, i militanti, i simpatizzanti, a contribuire alla campagna, con la convinzione che solo attraverso il rientro nella legalità statutaria il partito avrà la forza e la credibilità per rilanciare la propria azione.

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani esprime la convinzione che il modo migliore di manifestare affetto, vicinanza e incoraggiamento ad Emma Bonino sia quello di corrispondere alle sue parole iscrivendosi e promuovendo le iscrizioni a Radicali Italiani e al Partito Radicale. 


Rita Bernardini

giovedì 1 gennaio 2015

sabato 13 dicembre 2014

Un video senza precedenti. Condividilo

con il video "Il Parlamento si faccia vivo" stiamo riuscendo a portare all'attenzione di milioni di persone il tema delle scelte di fine vita.

Diventiamo un movimento ancora più grande.
Unisciti alla nostra campagna e fatti vivo anche tu.

Ora puoi rivolgerti ai Parlamentari con un tuo messaggio personale, come Roberto Saviano e tante altre personalità che troverai nel video-appello. 

Quindi: guarda il video, condividilo e girane uno anche tu. 

Grazie per quanto farai!

Per vivere #LiberiFinoAllaFine




https://www.youtube.com/watch?v=gCfM2mEVQ8g